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IL RUOLO DEGLI STABILIZATORI DI SCAPOLA NELLO SMART WORKING

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Abbiamo già parlato in un altro articolo (https://spallaclinic.it/articoli/dolore-alla-spalla-o-dolore-al-collo/) di come si influenzano reciprocamente spalla e colonna cervicale per la loro stretta continuità anatomica.
Mai come in questo momento torna attuale questo argomento. In un’era dove la tecnologia già impera, questo periodo di restrizioni legate alla pandemia di Covid-19, lo smart-working e la didattica a distanza non fanno altro che aumentare l’utilizzo di computer e smartphone.
Con essi aumenta anche l’assunzione di posizioni prolungate errate, in particolar modo con la testa reclinata in avanti e le spalle anteposte, che possono favorire l’instaurarsi di vizi posturali e sintomi dolorosi.

Da cosa derivano i vizi posturali?

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Posizioni mantenute a lungo determinano l’attivazione di alcuni muscoli a discapito di altri, la cui funzione perde efficacia, soprattutto se accompagnato da uno stile di vita sedentario, che non permette il coinvolgimento globale della muscolatura attraverso l’attività fisica.
Nel caso della posizione assunta durante il lavoro al computer, i muscoli stabilizzatori della scapola vengono reclutati meno e di conseguenza indeboliti. Questo genera l’assunzione di un atteggiamento a spalle e testa in avanti.
Le scapole tenderanno a scivolare verso l’esterno, allontanandosi dalla linea creata dalla colonna e a staccare il loro margine mediale dal torace, sviluppando la così detta scapola alata. Come conseguenza abbiamo una variazione dell’orientamento della testa dell’omero che può determinare un’alterazione della corretta biomeccanica della spalla e quindi sovraccarico tendineo.

Quali sono i principali stabilizzatori della scapola?

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I muscoli che si inseriscono direttamente sulla scapola e che ne influenzano la posizione ed il movimento sono diversi: elevatore della scapola, piccolo e grande romboide, piccolo pettorale, trapezio e gran dentato. La nostra attenzione vuole rivolgersi a questi ultimi due, il primo per la capacità di addurre la scapola, ovvero avvicinare il suo margine mediale alla colonna vertebrale, il secondo per la capacità di ridurre il fenomeno della scapola alata:

TRAPEZIO, muscolo appiattito di forma triangolare, si può dividere in tre porzioni, superiore media ed inferiore. La prima origina dalla linea nucale superiore e si inserisce sul margine posteriore della clavicola, la seconda origina dai processi spinosi, dalla settima vertebra cervicale alla terza toracica e si inserisce su acromion e spina della scapola, la terza origina dai processi trasversi, dalla terza alla dodicesima vertebra toracica e si inserisce al margine mediale della scapola.

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GRAN DENTATO, ampio muscolo appiattito posto sulla faccia laterale della gabbia toracica. Origina dalla faccia laterale delle prime dieci coste e si inserisce sul margine mediale della scapola.

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Come correggere le spalle anteposte?

Per correggere la postura a spalle anteposte dobbiamo andare a lavorare sui muscoli appena analizzati aumentandone la loro forza stabilizzatrice. Possiamo farlo attraverso esercizi che enfatizzino il movimento di adduzione delle scapole, ovvero quando scivolano verso il centro della nostra schiena. Sono esercizi semplici, che possiamo facilmente riprodurre in casa, a corpo libero o utilizzando strumenti facilmente reperibili.
Lo scopo di questi esercizi è quello di imparare a reclutare il muscolo trapezio e gran dentato attraverso movimenti segmentari, in modo tale da prendere coscienza della loro attivazione e della corretta esecuzione del gesto, imparando così ad autocorreggersi durante la nostra giornata. Solo in una fase più avanzata, quando padroneggeremo questi esercizi, possiamo inserire movimenti più complessi, andando a lavorare sul timing di attivazione di questi muscoli.
Il primo è un esercizio ideato per reclutare la porzione media del trapezio. Il paziente si sdraia prono sul letto o sul pavimento, abduce le braccia a 90° con i gomiti estesi e tenta di staccarle dal piano su cui appoggiano, cercando di avvicinare le due scapole l’una con l’altra.

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Lo stesso esercizio si può eseguire in stazione eretta, sfruttando la resistenza di un elastico.

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Il secondo esercizio vuole attivare la porzione inferiore del trapezio. Il paziente si sdraia prono sul letto o sul pavimento, posizionando le braccia distese ed elevandole come a formare una V. A questo punto deve cercare di staccarle dal piano su cui appoggiano.

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Il terzo esercizio ha lo scopo di rinforzare il gran dentato. Il paziente è in stazione eretta con le braccia distese in avanti e appoggiate al muro, si chiede di spingere, cercando di sentire le scapole scivolare verso l’esterno per poi riportarle alla posizione di partenza.

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Lo stesso esercizio si può eseguire in una fase più avanzata da prono, appoggiandosi sulle ginocchia e facendo leva sulle braccia a gomito disteso. In questo caso si cerca di spingere contro il pavimento favorendo il movimento di abduzione-adduzione scapolare.

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TAKE HOME MESSAGE

⦁ Posture prolungate associate ad uno stile di vita sedentaria possono portare a sviluppare vizi posturali
⦁ La posizione da scrivania può portare ad una minor attivazione dei muscoli stabilizzatori della scapola, in particolare del trapezio, nei suoi fasci medio ed inferiore e del gran dentato
⦁ L’atteggiamento posturale con testa e spalle anteposte può portare a sviluppare sintomi dolorosi in questi distretti
⦁ Attraverso esercizi che migliorano la capacità di reclutamento dei muscoli trapezio e gran dentato possiamo ridurre questo atteggiamento

Bibliografia

A cura di:

Filippo Cantarini, FT, SPT student
• Fisioterapista
• Sport Physical Therapist student
• Terapia manuale muscolo scheletrica
• Fibrolisi

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