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Spalla e tennis

Successione dei movimenti in un servizio a tennis
Successione dei movimenti in un servizio a tennis
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Al giorno d’oggi il tennis è diventato uno sport di massa diventando una delle discipline più seguite ed amate. Potremmo definirlo uno sport veramente mondiale, con decine di milioni di partecipanti all’anno in tutto il mondo, con oltre 200 nazioni associate alla federazione internazionale di tennis.

Nel gioco del tennis il lavoro muscolare è fondamentalmente di natura esplosiva. Una partita di tennis è caratterizzata da esercizi ad intermittenza, in cui si presentano sia azioni che richiedono un alta intensità per una breve durata e sia brevi tempi di recupero fra un punto e l’altro. La durata di una singola azione può variare dai 4 agli 8 secondi con ampia variabilità dipesa dalla superficie di gioco.

Il servizio è il colpo più complesso ed allo stesso tempo più importante per un giocatore di tennis, subito seguito dalla risposta. Questi due momenti di gioco risultano sempre fondamentali per l’esito di un match.

Il servizio nel tennis è costituito da una serie di movimenti in sequenza che appartengono ad un’unica catena cinetica e permettono di trasferire l’energia dagli arti inferiore al complesso spalla – gomito – mano.

Esso rappresenta il gesto atletico specifico più dannoso in quanto eseguito con l’arto superiore sopra la testa con sollecitazioni importanti a livello della spalla.

Come si riduce il rischio di infortunio della spalla nel tennis

I giocatori con una buona trasmissione di queste forze dagli arti inferiori al complesso spalla-gomito-mano produrranno una velocità di palla maggiore con un minore sforzo articolare a livello della spalla. Ed è proprio per questo motivo che, alla base di questi risultati, sembrerebbe possibile ridurre il rischio di infortunio alla spalla (ottimizzare la cinetica articolare) e migliorare la prestazione sportiva (velocità della palla).

Questo è il motivo per cui la comprensione di questi concetti è di fondamentale importanza per giocatori di tennis, coach e fisioterapisti. Saper trasferire correttamente l’energia dagli arti inferiore agli arti superiori è un aspetto importantissimo in relazione agli infortuni della spalla.

Spalla e servizio nel tennis

Le principali problematiche a livello della spalla sono causate, durante il servizio nel tennis, proprio da un’alterazione di questo flusso di energia, che dagli arti inferiore non viene correttamente distribuito al complesso spalla gomito mano, con un conseguente eccessivo carico e superamento della soglia di danno tissutale alla spalla.

Secondo la letteratura scientifica il più comune infortunio da overuse a livello della spalla è rappresentato dall’ impingement o conflitto e dalla SLAP lesion, ovvero la lesione antero superiore del margine glenoideo della spalla.

I tennisti con queste problematiche a livello della spalla presentano spesso un aumento della rotazione gleno-omerale esterna a discapito della rotazione interna, movimento molto importante non solo nel servizio del tennis ma anche nei colpi a fondo campo.

Una riduzione patologica della rotazione interna è associata, nei giocatori di tennis, a impingement o conflitto (Myers et al. 2006).

Nei giocatori questo fenomeno può verificarsi nel servizio del tennis durante l’ultima fase di caricamento della battuta. I continui movimenti ripetuti porterebbero a sviluppare patologie come lesioni del labbro superiore da anteriore a posteriore (SLAP) o lesioni della cuffia dei rotatori.

I giocatori con impingement interno di spalla lamentano dolore generalmente durante il servizio, ma anche nei colpi di diritto e rovescio a fondo campo, soprattutto in condizioni di difficoltà, a volte accompagnato da una sensazione d’instabilità. L’esame clinico deve comprendere test per la stabilità, per l’impingement e la valutazione della forza dei muscoli della cuffia dei rotatori.

Descrivono spesso dolore di tipo meccanico alla spalla posteriore, ma possono verificarsi anche dolore anteriore e lungo il decorso del bicipite. In certe occasioni il dolore è accompagnato da apprensione e sensazione soggettiva di instabilità.

Test e diagnosi

Sono stati descritti diversi test per diagnosticare una patologia labrale superiore, sebbene nessuno sia affidabile e sensibile in modo assoluto.

La diagnosi di lesione del labbro posteriore (SLAP Lesion) è estremamente impegnativa. La maggior parte degli studi che sostengono i vari test diagnostici presentano errori nella progettazione dello studio. L’ O’Brien test/active compression, il Resisted Supination external rotation test, il Dynamic labral shear test, il bicipit Load II, lo Speed test ed il passive distraction test ​​sono I test maggiormente più utilizzati per diagnosticare una lesione SLAP.

Ciononostante nessun test sia abbastanza specifico per determinare con accuratezza la presenza di una SLAP lesion. Il Resisted Supination external rotation test ed il Biceps load test II sembrerebbero essere i test più accurati per la lesione SLAP nelle spalle dei tennisti.

Il trattamento di prima scelta per l’impingement è conservativo. L’obiettivo è il recupero dell’articolarità (soprattutto della rotazione interna), della forza dei muscoli della cuffia dei rotatori e di quelli peri-scapolari. Se presente, è importante correggere la discinesia scapolare.

Diversi studi hanno descritto anomalie nel range of motion del tennista, in particolare il GIRD (perdita di rotazione interna gleno omerale) che possono predisporre il tennista ad una lesione a livello della spalla.

Un’ attenta ed adeguata tecnica di valutazione dell’escursione articolare della spalla è fondamentale nella valutazione del tennista. I valori del ROM che rendono l’atleta suscettibile di una possibile lesione sono una differenza di 5 gradi nell’articolarità totale (TROM) ed una perdita di rotazione interna di almeno 12 gradi rispetto alla spalla controlaterale.

Molto importante valutare la catena cinetica del tennista, in quanto la debolezza dei muscoli del tronco, deficit dei muscoli postero laterali dell’anca e dei muscoli estensori dell’anca, e deficit di flessibilità nelle rotazioni dell’anca sono risultate essere associate nel 50% delle lesioni SLAP.

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