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A tutto padel: prerequisiti fondamentali per iniziare a giocare!

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Il padel è uno sport nato nel 1969 quasi per caso. Il messicano Enrique Corcuera con l’intenzione di costruire un campo da tennis a domicilio usufruì dell’unico spazio disponibile che aveva a disposizione, che casualmente aveva delle pareti molto vicine alle linee di gioco. In un secondo momento decise di integrare queste pareti come parti attive del campo ideando di fatto un nuovo gioco: decise velocemente le regole che ricordavano quelle tennistiche e gli diede il nome di Padel.

Si pratica con una racchetta denominata pala e con delle palline che esteticamente ricordano il tennis ma con pressione inferiore in modo tale da generare colpi più lenti e scambi più lunghi facendo sì che il gioco sia più fruibile e divertente anche per persone non dotate di una tecnica altissima.

Molto popolare nei paesi latino-americani come Argentina, Spagna e Portogallo già qualche decennio fa, in Italia si sta diffondendo a macchia d’olio negli ultimi anni con numerosi giocatori che si sono avvicinati, amatori e agonisti, vista la già citata facilità di gioco.

Come già detto il regolamento ricorda quello tennistico. Il campo però è di dimensioni ridotte: 10 x 20 metri delimitato posteriormente e lateralmente da vetri e rete metallica e con due vie di fuga laterali. Queste possono essere utilizzate per rimettere in gioco palline che l’avversario è riuscito a scaraventare fuori dalla struttura. Anche questo piccolo aspetto rende il gioco ancora più divertente.

I colpi

La lunghezza e facilità degli scambi, la pressione della pallina e le caratteristiche del campo rendono questo sport molto particolare. Da una parte infatti ci sono dei colpi che ricordano molto quelli del tennis come lo smash, il lob e la volèe, dall’altra ci sono colpi più caratteristici come la bandeja, la vibora e il servizio. Analizziamo velocemente solo questi ultimi.

Bandeja: dallo spagnolo vassoio; è un colpo che si utilizza in difesa per riuscire a riguadagnare la parte avanti del campo. Dopo aver ricercato coi piedi la giusta posizione laterale alla palla, ci si apre a tre quarti e, con il braccio steso poco sopra il livello della testa, si colpisce la pallina ruotando dall’indietro in avanti tenendo la racchetta in una posizione che ricorda un vassoio. Facendo così la palla dovrebbe rimanere bassa verso il fondo del campo spingendo indietro l’avversario.

Vibora: dallo spagnolo vipera; è un colpo ricco di effetto. Si utilizza al contrario della bandeja come colpo di attacco. La ricerca della palla è simile con l’unica differenza che il braccio che colpisce aspetta la palla con il gomito piegato. Al momento d’impatto, oltre al movimento rotazionale di busto e spalla, si ha una frustata di gomito che colpendo la pallina lateralmente le da’ un effetto. La palla vola bassa sempre verso il fondo campo.

Servizio: al contrario del tennis questo viene fatto dal basso. L’obbiettivo è quello di mantenere la palla molto bassa o ricca di effetto per mettere subito in difficoltà l’avversario ed evitare che guadagni velocemente la rete. Essendo dal basso sovraccarica quindi molto meno l’arto superiore.

Requisiti minimi per giocare in sicurezza:

  • Cognizione della posizione all’interno del campo:sembra una cavolata ma per i neofiti non sempre è chiaro che lateralmente e posteriormente ci sono delle pareti in vetro che delimitano il campo.Avendo testato personalmente questo gioco, ci si rende conto facilmente fin da subito che il campo in realtà è molto piccolo rispetto al tennis e andare a sbattere contro le pareti è un attimo.Per chi non ha un controllo del proprio corpo eccezionale (propriocezione) e soprattutto non ha ancora percepito e memorizzato le caratteristiche e dimensioni del campo colpire la spalla contro il vetro può provocare spiacevoli sorprese.

  • Condizioni fisiche della spalla ottimali: essendo uno sport overhead e da racchetta sarebbe meglio presentarsi all’interno del campo da gioco con la spalla in ottime condizioni.
    L’articolarità rotazionale, o Passive Range of Movement delle rotazioni a 90° di abduzione, deve arrivare a 180°. Poi che sia preponderante verso l’interno o verso l’esterno poco importa in quanto è variabile da persona a persona, ma almeno presentarsi senza limitazioni ci sembra il minimo per cominciare.
    Rapporto di forza fra i rotatori esterni e interni compreso fra il 60 e l’80 per cento. Questa misurazione viene presa con un dinamometro da sdraiato con il braccio aperto a 90°. Questo valore serve per garantire una buona stabilità articolare e performance durante tutta la partita.
    Muscolatura parascapolare efficiente. Per efficienza si intende che la scapola durante tutti i movimenti del braccio sopra la testa con o senza sovraccarico rimanga ben adesa al torace senza bordi che si scollano.
    I muscoli principali che si accollano questo genere di lavoro sono due: Gran dentato o Dentato anteriore e i fasci inferiori del Trapezio. Una scapola disfunzionale richiede dei compensi a valle della disfunzione, in genere alla cuffia dei rotatori, che possono sovraccaricare tutto il braccio (spalla, gomito o polso).
    Core e cingolo lombo pelvico funzionali. In letteratura scientifica ormai è noto che negli sport da racchetta o da lancio per avere un colpo efficiente ed efficace è necessario avere un core che non disperda forze esternamente ma che le vada a concentrare tutte verso l’applicatore finale, ovvero il braccio. Addominali e anche, specie quella opposta all’arto dominante, devono essere funzionalmente “abili e arruolabili”.

    Tutte queste condizioni fisiche possono essere valutate dal team di fisioterapisti di spalla clinic grazie alla formazione e agli ausili in dotazione.
  • Capacità di spostamento: s’intende un buon utilizzo dei propri piedi e gambe preparate. Nel tennis si dice che il buon colpo nasce prima di tutto dalle proprie gambe: se si arriva troppo lontani o troppo vicini alla pallina difficilmente verrà fuori una buon colpo.
    Velocità di spostamento, gambe cariche e piedi sempre sugli avampiedi per svolgere spostamenti col giusto timing e spacing in avanti, indietro e lateralmente nel campo.
  • Tecnica: cosa ovvia ma spesso scontata. Così come in tutti gli sport, essere in possesso di una buona tecnica di gioco ovviamente fa vincere le partite ma soprattutto previene possibili infortuni da sovraccarico alla spalla.
    Dopo aver testato velocemente se il gioco del padel vi diverte allora vi consigliamo di prendere qualche lezione da dei maestri qualificati. Vista ancora la poca diffusione non sarà facile trovare qualcuno titolato ad insegnare: sforzatevi di cercare un po’ a fondo e non fermatevi al primo che incontrate o l’amico o il parente. La vostra salute viene prima!
  • Punto di contatto con la palla: questa spunta necessita di una nota particolare. Deriva inevitabilmente da mancanze negli ultimi 2 punti trattati.
    Così come già trattato in un altro articolo presente all’interno del nostro blog in maniera più approfondita, il punto di impatto con la palla è fondamentale nell’eziologia di infortuni da sovraccarico alla spalla negli sport overhead (tennis, padel, pallavolo, …).
    Un impatto posteriore rispetto alla nostra testa ripetuto nel tempo forzerà in maniera costante la tua cuffia dei rotatori generando inizialmente tendinopatie che potrebbero diventare dolorose ogni momento che colpirai la palla.

Questi sono i requisiti fondamentali che noi del team di Spalla Clinic ci sentiamo di suggerirti di approfondire prima di cominciare a giocare in modo continuativo a questo genere di pratica sportiva.

Se sei arrivato a leggere fino a questo punto è giusto che tu sappia che in ambito scientifico al giorno d’oggi ci sono ancora troppo poche pubblicazioni che riguardano questo sport, in quanto nato da poco e soprattutto ancora in fase di diffusione. Sarà quindi compito nostro farti conoscere le ultime novità appena verranno pubblicate su riviste accreditate.

Ci siamo sentiti di darti questi suggerimenti secondo la nostra esperienza personale sul campo da gioco e discutendo con tecnici e maestri di padel.

Qualora volessi approfondire queste tematiche fisiche con un professionista della spalla, il team di Spalla Clinic è a tua disposizione per una valutazione funzionale gratuita.

A cura di:

ANDREA BIANUCCI, FT, OMT

  • Specialista in terapia manuale ortopedica
  • Fisioterapista delle patologie di spalla nello sportivo “overhead”
  • Specialista nella riabilitazione del cestista, pallavolista e arti marziali
  • Specialista nel trattamento dei Trigger Point Miofasciali

www.linkedin.com/in/andreabianucci89

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