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Fisioterapia conservativa della spalla

Localizzazione del dolore alla spalla
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Il trattamento fisioterapico di tipo conservativo è dedicato a tutti quei pazienti la cui patologia della spalla, per natura o gravità , è valutata tale da non richiedere un intervento chirurgico. Di solito si tratta di lesioni alla cuffia dei rotatori di grado medio-lieve, instabilità non traumatiche, fratture composte, lesioni SLAP, sindrome dello stretto toracico e altre ancora.

Dopo valutazione ortopedica il paziente giunge dal fisioterapista specializzato che svolge una valutazione funzionale. Vengono riportati i valori numerici oggettivi e soggettivi attuali di alcuni dati particolari in modo tale che poi possano essere fatte delle rivalutazioni comparate in futuro.

Vengono annotate:

  • Estensione e intensità del sintomo doloroso (valutazione soggettiva del paziente)
  • Articolarità passiva e attiva dei movimenti della spalla (attraverso goniometri o inclinometri analogici o digitali)
  • Forza erogata (tramite utilizzo di dinamometri)

Una volta stabilito lo stato attuale della patologia si pianifica il percorso terapeutico personalizzato in accordo con il paziente in base alle richieste e agli obiettivi che vuole raggiungere (sportivi o lavorativi).

Il piano terapeutico per la fisioterapia della spalla si compone di 5 fasi che si sovrappongono l’una con l’altra.

  1. RIDURRE IL DOLORE
  2. AUMENTARE L’ARTICOLARITÀ
  3. RECUPERO DELLA FORZA
  4. RECUPERO DELLA PROPRIOCEZIONE
  5. RECUPERO DEL GESTO SPORTIVO O LAVORATIVO

1.Ridurre il dolore

Questa fase è la più importante di tutte in quanto la percezione del dolore limita il paziente in qualsiasi attività della vita quotidiana, dalla più complessa come mettere i piatti nella piattaia alla più semplice come lavarsi le mani o i denti. Sentire dolore per diverso tempo mina la psicologia del paziente e il modo di affrontare la terapia e la vita: si possono instaurare fenomeni di ansia, depressione, evitamento da paura, catastrofismo, tensione o ipervigilanza.

Già dalla prima seduta valutativa il paziente verrà educato sui meccanismi di percezione del dolore e su come funzionano in modo tale da affrontare il percorso con atteggiamento positivo. Il paziente deve essere preparato a tutto quello che potrebbe succedere.

Con l’aiuto inoltre di terapie fisiche strumentali (laserterapia e neuro modulatore InterX) e di terapia manuale stopperemo la percezione dolorosa accompagnando il paziente verso una sensazione di benessere.

2. Aumentare l’articolarità

Nel caso ci fossero delle limitazioni della mobilità dell’articolazione, sia dovute a inibizione antalgica che di origine meccanica, il fisioterapista specializzato opterà per delle mobilizzazioni passive avvalendosi di tecniche di terapia manuale sbloccanti.

Possono essere utilizzati anche degli esercizi assistiti o auto-assistiti che poi verranno insegnati al paziente per auto-somministrarseli a domicilio in modo tale da dare continuità alla terapia anche al di fuori della palestra riabilitativa.

In questa fase è molto importante svolgere qualsiasi manovra restando al di fuori della percezione dolorosa in quanto il paziente potrebbe attivare delle contrazioni muscolari antalgiche per allontanarsi dal fastidio o mettere in atto dei compensi che in futuro sarebbero poi difficili da correggere.

3. Recupero della forza

Per muoversi attivamente in maniera autonoma la spalla dovrà essere supportata da una forte cuffia dei rotatori che stabilizzi la testa omerale perfettamente al centro della cavità glenoidea.

Oltre alla famosa cuffia dovranno essere ben tonici anche il muscolo deltoide e i muscoli scapolo toracici.

Una spalla efficiente richiede un rapporto di forza perfetto di due categorie di muscoli: deltoide-sovraspinato (gleno-omerale) e trapezio-dentato anteriore (scapolo-toracici).

Per riuscire ad allenare in maniera ottimale tutti questi muscoli è necessario sottoporsi a un programma riabilitativo che prevede un percorso graduale di differenti resistenze:

  • Contrazioni isometriche
  • Contrazioni isotoniche a resistenza elastica
  • Contrazioni isotoniche a resistenza isotonica
  • Contrazioni isotoniche a resistenza isoinerziale

4. Recupero della propriocezione

La propriocezione (o cinestesia) viene definita come la capacità di percepire e sentire la posizione del proprio corpo e lo stato di contrazione dei propri muscoli, in assenza dell’utilizzo della vista.

Dopo un trauma o un’infiammazione viene persa parzialmente anche questa funzione. Anche se per il paziente non sembra di vitale importanza, questa funzione è fondamentale per muoversi in maniera efficace ed efficiente nello spazio.

Verranno proposti esercizi su superfici o con attrezzi instabili o esercizi con la privazione totale o parziale della vista.

5. Recupero del gesto sportivo o lavorativo

In ultima fase viene allenato il gesto o le azioni che il paziente ripeterà più volte nell’arco della giornata in modo tale da raggiungere la perfezione in quanto ad efficacia ed efficienza.

In questo momento sarà fondamentale anche l’aiuto dello staff tecnico nel caso trattassimo un atleta o dell’equipe lavorativa nel caso di un dipendente.

Per accelerare il recupero della spalla durante il percorso verranno richiesti al paziente degli esercizi da svolgere presso il proprio domicilio in modo tale da dare continuità al trattamento non solo entro il centro fisioterapico. Sarà compito del terapista riuscire a rendere l’esercizio il più semplice e riproducibile possibile.

Nel caso il trattamento fisioterapico non riuscisse a soddisfare gli obiettivi prefissati in precedenza e fosse necessario intervenire in maniera chirurgica, il paziente non deve preoccuparsi. La fisioterapia svolta prima dell’intervento tornerà sicuramente utile nel percorso postchirurgico in quanto il paziente si presenterà in sala operatoria con una spalla più preparata e che recupererà sicuramente prima rispetto a un percorso di rieducazione standard. La preabilitazione sta prendendo sempre più campo nella preparazione degli interventi chirurgici.

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