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lesione della cuffia dei rotatori

Lesione di cuffia dei rotatori della spalla
Lesione di cuffia dei rotatori della spalla
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La lesione della cuffia dei rotatori non è da sottovalutare, poiché questa “cuffia” svolge un ruolo fondamentale nel funzionamento della spalla. E’ costituita da 4 muscoli che originando dalla scapola si inseriscono con i loro tendini a formare una “CUFFIA” sopra la testa dell’omero: sovraspinoso, sottospinoso, sottoscapolare e piccolo rotondo.

Semplificando la loro complessa funzione, la cuffia dei rotatori in toto ha il compito di stabilizzare la testa dell’omero all’interno della cavità glenoidea della scapola e permettere di muovere la spalla correttamente e senza dolore durante qualsiasi attività di vita quotidiana.

Esemplificazione di posizione e composizione della cuffia dei rotatori

Le lesioni di cuffia dei rotatori sono molto comuni, colpendo pazienti sia over 50 e sia over 20, specialmente se si tratta di atleti d’elite. La cosa molto interessante è che solo 1/3 delle lesioni causa dolore, con la restante parte che si presenta in maniera asintomatica.

L’esame clinico è fondamentale per valutare la presenza, l’ubicazione e l’estensione di una lesione tendinea.

Quali sintomi presenta una lesione della cuffia?

La caratteristica clinica di lesione di cuffia dei rotatori è rappresentato da dolore accompagnato da debolezza muscolare. L’infiammazione è una delle principali cause di dolore relativo ad una lesione della cuffia dei rotatori, motivo per cui il dolore diminuisce con assunzione di FANS o con iniezioni di corticosteroidi.

Nella maggior parte dei casi il tendine maggiormente coinvolto è il sovraspinoso, che ha peculirarità sfavorevoli, in quanto poco vascolarizzato e localizzato in uno spazio spesso ristretto dove può essere compresso tra la testa dell’omero e l’acromion, predisponendo un quadro di conflitto o inpingement subacromiale.

L’esame fisico inizia con l’ispezione, al fine di valutare eventuali atrofie muscolari, del muscolo sottospinoso per esempio, che potrebbe essere giustificato da una lesione totale del tendine, soprattutto nei pazienti più anziani.

Durante il movimento attivo della spalla il paziente può avvertire dolore e presentare un chiaro segno di conflitto subacromiale, ovvero una risalita della testa omerale per deficit di centraggio della testa omerale.

Quali sono le possibili cause?

La rottura della cuffia dei rotatori può avvenire sia in maniera traumatica, per esempio un trauma diretto od un movimento brusco, o microtraumi ripetuti nel tempo, sia per via degenerativa, frutto di una degenerazione indotta dall’avanzamento dell’età. Molto spesso è l’insieme di questi due elementi che portano ad una lesione tendinea.

Come si classificano le lesioni di cuffia?

Le lesioni relative alla cuffia dei rotatori possono essere di vario tipo:

  • Lesioni parziali: si tratta di un tendine con lesioni di alcune fibre tendinee che può interessare il versante anteriore, oppure quello superiore o bursale. Molto spesso le lesioni sono all’interno del tendine stesso, motivo per cui queste lesioni incomplete spesso non alterano in modo significativo sia la forza che la funzione e spesso possono essere tranquillamente trattate con programmi di recupero della mobilità ma soprattutto della forza. Molto spesso il dolore insorge proprio per mancanza di quest’ultima.
  • Le lesioni complete: sono quelle che interessano tutto lo spessore delle fibre tendinee e possono variare sia di forma che di dimensione. L’età del paziente svolge un ruolo chiave nella scelta tra l’intervento chirurgico o conservativo.
  • Le lesioni massive, invece, sono rotture che coinvolgono più di un tendine, con conseguente risalita della testa omerale. In questo caso sarà opportuno da parte del chirurgo valutare, tramite la risonanza magnetica, il grado di retrazione del tendine lesionato, per capire quanto esso si sia allontanato dal suo punto di inserzione ed il grado di atrofia muscolare con conseguente infiltrato adiposo. Questi aspetti sono fondamentali per capire che tipo di approccio utilizzare, chirurgico o meno.

Lesioni di cuffia: terapia

Spesso il GOLD STANDARD terapeutico è rappresentato da un trattamento conservativo fisioterapico, e quindi non chirurgico, volto al recupero della forza e della funzione della spalla, attraverso sedute sia di terapia manuale ortopedica e sia di esercizio per aumentare gradualmente le capacità di carico del tessuto leso.

Quando le lesioni a tutto spessore non sono molto estese spesso il quadro clinico migliora sia in maniera spontanea che tramite un percorso fisioterapico. Si tratta appunto di una lesione di cuffia non traumatica ma degenerativa in soggetti di età superiore ai 60 anni, a cui non si consiglia un intervento chirurgico.

Viceversa quando la lesione viene diagnosticata su di una persona più giovane, generalmente tra i 40 ed i 50 anni, specialmente se le attività quotidiane lo richiedono, ma soprattutto in caso di fallimento di un programma riabilitativo, può essere necessario ricorrere all’intervento chirurgico.

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