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Come migliorare la condizione della spalla senza correre il rischio di un infortunio o re – infortunio.

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Gli infortuni alla spalla si verificano comunemente sia negli sport di squadra, sia negli sport individuali e sia in palestra, influenzando negativamente il successo della squadra di appartenenza.

Importanti carichi di allenamento e di competizione aumentano la probabilità degli infortuni negli sport di squadra secondo gli studi di Verrall e McCall.

Tuttavia, attributi fisici come una maggiore capacità aerobica, una maggiore forza, resistenza e capacità esplosiva, migliorano con l’aumento del carico di lavoro, con conseguente diminuzione della probabilità di subire un infortunio.

Di conseguenza, il carico di allenamento ottimale in grado di aumentare la performance, senza però aumentare la probabilità di infortunio, è di grande importanza per allenatori e staff sanitario.

Come già discusso in un altro articolo di SPALLA CLINIC, un buon indicatore di come il carico di lavoro influisce sull’affaticamento può essere l’acute:chronic workload ratio, ovvero il rapporto tra carico di lavoro acuto : cronico, laddove gli alti rapporti indicano che gli atleti sono stati sottoposti ad un carico che è sostanzialmente superiore rispetto ai precedenti carichi di lavoro.

Le ricerche sul carico e sulla performance hanno esaminato, infatti, il carico di lavoro performato in una settimana (definito come carico di lavoro acuto – Acute Workload) in rapporto al carico di lavoro medio di 4 settimane (definito come carico di lavoro cronico – Chronic Workload).

La logica dietro questo concetto è quella di poter creare un indice di carico di lavoro che possa indicare se il carico di lavoro acuto recente è più grande, piccolo o uguale al carico per il quale l’atleta era stato preparato nel periodo di gare o allenamenti antecedente. Definiamo questo metodo come il rapporto Acute:Chronic Workload.

È stato dimostrato, attraverso uno studio scientifico, come questo rapporto se superiore a 1,5 si correli ad un rischio di infortuni maggiore. Tuttavia, un Chronic Workload alto si traduce in un miglioramento della fitness o forma fisica e di conseguenza riduca il rischio di infortuni. L’analisi di queste evidenze apre all’ingresso al paradosso degli infortuni, secondo il quale carichi elevati possono predisporre ad un maggiore rischio di infortunio, ma sono altrettanto necessari per migliorare la forma fisica come fattore protettivo dalle lesioni sportive.

Questo paradosso può essere affrontato con la gestione graduale del carico e dei picchi di carico, il cui limite si aggira intorno al 10% del carico cronico.

Tale regola del 10% è da anni considerata un buon modo di adeguare i carichi di allenamento, tuttavia presenta qualche limite, come le caratteristiche dello sport e la sensazione del carico percepito dall’atleta.

Ciononostante, gli atleti overhead hanno bisogno di un carico di lavoro adeguato, al fine di migliorare la capacità di carico dei tessuti della spalla. Incrementi graduali del carico a livello della spalla, attraverso un adeguato programma di esercizi, leggermente superiore alla capacità di carico della spalla stessa, migliorano la tolleranza al carico stesso migliorando la performance della spalla nelle attività overhead. Di conseguenza, carichi inadeguati o eccessivi a carico della spalla, rispetto alla capacità di carico della stessa, possono aumentare il rischio di incorrere in un infortunio.

Secondo Tim Gabbett, nei programmi riabilitativi a seguito di un infortunio, o semplicemente di fronte ad un dolore aspecifico di spalla, oppure nei vari programmi di allenamento ci sono 3 concetti da prendere in considerazione, ovvero: le “fondamenta”, il “soffitto” e il tempo.

Le fondamenta (floor) rappresentano le capacità di partenza dell’atleta, ovvero il momento in cui l’atleta inizia un percorso volto alla perfomance o inizia un percorso riabilitativo a seguito di un infortunio, mentre il soffitto (ceiling) rappresenta le capacità sport specifiche. È giusto progredire, in sicurezza e gradualmente, dalle fondamenta al soffitto, in un arco di tempo ragionevole (vedi Figura 1). In altre parole, se non viene rispettata correttamente la progressione del carico ed il tempo necessario si correrà sempre il rischio di subire un infortunio alla spalla (per esempio picchi eccessivi di allenamenti o di competizione nel tennis).

Ciononostante, se vi è troppa differenza tra la capacità di carico attuale dell’atleta e le richieste sport specifiche, occorrerà sottoporre l’atleta ad incrementi graduali di carico per colmare questo gap prima di riportare l’atleta alla competizione.

Considerando due scenari molto comuni, ovvero un atleta decondizionato od infortunato, questa progressione del carico viene ulteriormente complicata. In questo caso non si parlerà di fondamenta ma di “seminterrato” (basement), ovvero le capacità di carico dell’atleta saranno ulteriormente ridotte (figura 1E).

Come preparare al meglio una spalla di un atleta riducendo il rischio infortunio o re – infortuno?

  1. Mantenendo un adeguato carico di lavoro, attraverso programmi specifici di rinforzo a carico della cuffia dei rotatori e del quadrante superiore dopo la conclusione del campionato o di un periodo di competizione (volley o tennis per esempio), per evitare che l’atleta finisca nella condizione del “seminterrato”.
  2. Pianificando adeguatamente l’obiettivo da raggiungere (soffitto) e garantendo, attraverso programmi di allenamento, un carico di lavoro appropriato sulla base delle richieste dello sport di appartenenza. Per esempio, varie modalità di esercizi eccentrici, iso-inerziali e/o pliometrici possono essere performate dal giocatore di tennis o dal pallavolista, come esercizi che richiedono cicli di stiramento – accorciamento (SSC), ovvero cicli che comportano una fase eccentrica ad alta intensità immediatamente seguita da una rapida contrazione concentrica.
  3. Individuando quei fattori che possono modificare le capacità di carico della spalla nell’atleta overhead, ovvero l’età, un precedente infortunio, la forza assoluta, la forza reattiva, la stiffness, i fattori contestuali e psicosociali.
  4. Programmando allenamenti specifici, di performance o riabilitativi, sulla base delle richieste fisiche di un determinato sport, attraverso un programma di allenamento graduale e progressivo per garantire da una parte una ripresa sicura della competizione e dall’altra ridurre al minino il rischio di infortunio o re – infortunio.

A cura di

GIONATA PROSPERI FT, SPT, SM, cert. VRS          

Fisioterapista Sportivo  e Scienze Motorie

OMPT Student – SUPSI switzerland

Fisioterapista esperto in Terapia Manuale nelle cefalee, emicrania

Fisioterapista dei disturbi dell’articolazione Temporo – Mandibolare

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