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Che cosa è una protesi di spalla?

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L’intervento di protesi di spalla (artroplastica) è una procedura chirurgica che viene eseguita quando altri trattamenti, come farmaci e terapia riabilitativa, non hanno raggiunto outcomes adeguati in termini di risoluzione di una sintomatologia dolorosa.

Una visita con un chirurgo ortopedico ti aiuterà a decidere se eseguire questo intervento chirurgico.

Le condizioni che portano alla chirurgia di sostituzione della spalla il più delle volte includono:

  • Importante artrosi alla spalla, quando la cartilagine è talmente usurata da determinare un restringimento importante dello spazio articolare fra omero e scapola.
  • Lesione massiva dei muscoli della cuffia dei rotatori;
  • Frattura di spalla

 Le ragioni meno comuni per l’intervento chirurgico includono:

  • Osteoartrite e/o Artrite reumatoide;
  • Osteonecrosi: una condizione rara in cui si assiste ad una degenerazione progressiva dei tessuti per una mancanza di flusso di sangue all’osso.

Perché la chirurgia protesica della spalla?

Una valutazione adeguata circa l’opportunità di sostituire una lesione articolare con l’impianto di protesi verrà condotta dal chirurgo ortopedico in base al quadro clinico del paziente, considerando la sintomatologia dolorosa, il grado di limitazione della funzione della spalla, il grado di comorbilità e le singole esigenze del paziente.

Esistono principalmente tre diversi tipi di protesi di spalla. Il tuo chirurgo ortopedico prenderà in considerazione vari fattori. Il chirurgo deciderà se una di queste procedure è giusta per te:

  • Protesi totale di spalla: questo intervento prevede la rimozione delle estremità di due ossa alla spalla e la loro sostituzione con parti artificiali. La protesi totale di spalla prevede la sostituzione sia della testa omerale che della cavità glenoidea della scapola. L’intervento consiste nella sostituzione dell’articolazione danneggiata con una protesi composta da una sfera collegata ad un telo che si inserisce a livello omerale o per incastro (pressfit) o con cemento, che viene poi fissata a livello della scapola.
  • Protesi parziale di spalla – Emiartroplastica di spalla: Questa è una procedura chirurgica in cui si provvede a sostituire parzialmente la spalla. In questo caso si procede alla sola sostituzione della testa omerale con l’inserimento di una sfera metallica con il suo stelo.
  • Protesi inversa di spalla: questa procedura è indicata nei pazienti che presentano importate artrosi e rottura massiva della cuffia dei rotatori con debolezza e severa limitazione funzionale. Questo intervento prevede che la forma delle componenti protesiche siano invertite. Il deltoide sarà responsabile del movimento della spalla, compensando la mancanza dei muscoli della cuffia dei rotatori. Questo intervento chirurgico potrà migliorare l’escursione del movimento, la forza e la stabilità della spalla.

Come può aiutarti il fisioterapista?


La fisioterapia è vitale per un recupero ottimale dopo un intervento chirurgico protesica di spalla. Dopo l’intervento chirurgico, il fisioterapista ti guiderà a migliorare la funzionalità della spalla e limitare il dolore durante il processo di guarigione. Man mano che riacquisti forza e movimento, il tuo fisioterapista ti aiuterà a tornare in sicurezza ai livelli di attività precedenti. L’obiettivo è ripristinare la capacità di svolgere attività domestiche, mansioni lavorative e hobby ricreativi. Il tuo fisioterapista potrà anche lavorare con te prima dell’intervento chirurgico per aiutarti per preparare la spalla all’intervento.

Come può aiutarti il fisioterapista prima e dopo l’intervento?

Prima dell’intervento

Se possibile, è bene lavorare con un fisioterapista prima dell’intervento chirurgico. Infatti, migliore è la condizione fisica della spalla prima dell’intervento, migliore sarà il recupero. Il tuo fisioterapista creerà un programma personalizzato per te, includendo un rinforzo dei muscoli della spalla, del collo e del tronco.

Se ti sono stati prescritti farmaci oppiacei, parla con il tuo chirurgo in modo tale da eliminarli prima dell’intervento. E chiedi al tuo fisioterapista come può aiutarti a gestire il dolore prima dell’intervento.

I pazienti che usano farmaci oppioidi per alleviare il dolore prima dell’intervento hanno dimostrato di avere esiti peggiori rispetto a quelli che non lo fanno.

Dopo la chirurgia

Dopo l’intervento, probabilmente rimarrai in ospedale per due o tre giorni. Il tuo soggiorno potrebbe essere più lungo se hai altre condizioni patologiche associate, come il diabete o le malattie cardiache. Un tutore potrà essere posizione per 3 – 8 settimane, a seconda delle indicazioni del chirurgo. Mentre indossi il tutote, ti verrà detto di non muovere la spalla ed il tuo fisioterapista ti insegnerà più cose da fare e non fare per accelerare il recupero.

Il tuo fisioterapista può insegnarti come:

  • Salire e scendere dal letto in totale sicurezza
  • Rimuovere correttamente il tutore o fasciatura, ed indossarla correttamente

Il fisioterapista ti insegnerà anche esercizi delicati per ridurre il dolore e la rigidità.

Potrebbe essere necessario l’aiuto di amici o parenti nelle attività quotidiane per i primi giorni o settimane. Non sarai in grado di guidare la macchina per alcune settimane dopo l’intervento. Per aiutare la guarigione, evita il fumo e l’alcol dopo l’intervento chirurgico. Se soffri di diabete sarà bene collaborare con il tuo medico per gestire le tue condizioni dopo l’intervento chirurgico.

Una volta dimesso dall’ospedale, è essenziale continuare la terapia riabilitativa. Il tuo chirurgo e il tuo fisioterapista lavoreranno con te in gruppo per garantire un recupero sicuro. Assicurati di parlare con il tuo fisioterapista per trovare il miglior equilibrio tra esercizio fisico e riposo. Diversi esercizi sono prescritti in modalità specifica dopo l’intervento chirurgico. Il tuo fisioterapista ti insegnerà gli esercizi più opportuni al tuo caso, in ogni fase del tuo recupero. Il piano riabilitativo potrà includere:

  • Esercizi per migliorare la mobilità articolare: È fondamentale non muovere la spalla all’improvviso o con forza per le prime 2-6 settimane dopo l’intervento chirurgico. Il fisioterapista ti assisterà nei movimenti delicati in diverse direzioni per favorire la guarigione. Questi possono essere movimenti passivi, che il tuo fisioterapista eseguirà per te, o movimenti attivi-assistiti che eseguirai tu stesso. Il tuo fisioterapista ti insegnerà anche semplici esercizi da eseguire comodamente casa.
  • Esercizi di rinforzo: Inizialmente, puoi premere una pallina per mantenere un’adeguata presa di forza della mano. Poiché la mobilità si recupera in genere entro qualche mese il fisioterapista ti guiderà attraverso un programma di rinforzo graduale della forza.
  • Allenamento funzionale: Il tuo fisioterapista ti aiuterà nel riguadagnare i movimenti compromessi e ti insegnare a svolgere in totale sicurezza attività importanti per te. Sarà quindi importante comunicare al fisioterapista le aree della tua vita che sono importanti per te

Una lesione massiva o questa condizione può essere prevenuta?

La sostituzione della spalla è in genere un intervento chirurgico elettivo. Se noti che la spalla è dolorosa e perdi la capacità di usarla, la fisioterapia può aiutarti. Un programma di esercizi correttamente progettato può aiutarti a ritardare o addirittura evitare un intervento chirurgico. Un fisioterapista può insegnarti come gestire il dolore e ripristinare i movimenti, attraverso un piano fisioterapeutico per la riduzione del dolore, il recupero della mobilità ed il recupero della forza e della funzione.

Abbiamo già discusso in un precedente articolo come i risultati del trattamento conservativo (non chirurgico) nei pazienti con lesione massiva di cuffia e pseudoparalisi della spalla (lesioni superiori a 5cm o lesioni complete con coinvolgimento di almeno due tendini) variavano a seconda del sito e del numero di lesioni.

Una spalla stabile e sana richiede un’attività regolare e frequenti esercizi per la forza. Il tuo fisioterapista progetterà un programma di allenamento individuale per soddisfare le tue esigenze e obiettivi specifici.

Protesi totale di spalla e fisioterapia: cosa ci dice la letteratura?

Prevenire la rigidità durante la precoce fase di recupero, proteggendo al contempo i tessuti colpiti dall’intervento chirurgico, richiede un equilibrio tra riposo ed esercizio fisico. L’insufficienza della sottoscapolare dopo TSA (Total Shoulder Arthroplasty – protesi totale di spalla) può provocare instabilità anteriore di spalla, dolore, debolezza nella rotazione interna, allentamento precoce della glenoide e risultati inferiori riferiti dal paziente tramite la somministrazione di questionari.

I risultati hanno mostrato un tasso di guarigione della sottoscapolare maggiore nel gruppo che eseguiva una riabilitazione ritardata (96% contro 81%), mostrando migliori risultati clinici riferiti dal paziente e migliore escursione articolare nella flessione di spalla.

Al contrario, vi era consenso sul fatto che la quantità di extra rotazione di spalla consentita dovesse essere limitata per prevenire una tensione passiva sul tendine riparato del sottoscapolare e che gli esercizi di rotazione interna attivi e contro resistenza dovessero essere limitati per prevenire la tensione attiva durante la riparazione. Alcuni autori hanno suggerito di limitare la rotazione esterna di spalla alla posizione neutra, quando eseguita con il braccio lungo il tronco, osservando una migliore funzione sottoscapolare con questo approccio.

Ciò è in contrasto con altre precauzioni iniziali nel post – operatorio, con un extra – rotazione limitata a 30 – 40, ma che hanno mostrato tassi più elevati di complicanze del sottoscapolare.

Altri studi hanno fatto hanno iniziare esercizi isometrici del sottoscapolare con esercizi in catena cinetica chiusa a partire dalla quarta settimana post – intervento, ma ciò comportavano un aumento del rischio di lesioni del sottoscapolare.

Di conseguenza, le precauzioni precoci di riabilitazione postoperatoria sono fondamentali per consentire la guarigione dei tendini e prevenire l’insufficienza del sottoscapolare in seguito alla sostituzione totale protesica di spalla.

Protesi totale inversa di spalla e fisioterapia: cosa ci dice la letteratura?

I risultati di un sondaggio di 30 chirurghi con pubblicazioni sulla protesi totale inversa di spalla (RTSA) hanno indicato una grande variabilità su quanto debba essere tenuto il tutore o fascia, nonché i tempi per iniziare il movimento della spalla operata. La protesi inversa totale di spalla è spesso una procedura raccomandata per la riduzione del dolore e per migliorare l’elevazione funzionale nei pazienti con lesione massiva della cuffia dei rotatori con o senza artrosi.

Blacknall e colleghi, come St. Pierre & Frankle sottolineano entrambi il beneficio di una sessione di riabilitazione con un fisioterapista per rivedere le aspettative e fare esercizi prima dell’intervento. Se queste aspettative per il recupero possono essere chiaramente spiegate ai pazienti prima dell’intervento, i risultati potrebbero essere più favorevoli poiché le aspettative dei pazienti sono state collegate a risultati positivi a seguito dell’artroplastica della spalla.

Tutte le progressioni riabilitative post chirurgia hanno enfatizzato la protezione dal movimento combinato di estensione, adduzione e rotazione interna della spalla (mano dietro la schiena) a causa del rischio di instabilità e per permettere la formazione della cicatrice. Tuttavia ogni protocollo differiva per quanto riguarda quando integrare questo movimento.

Dopo l’intervento chirurgico, le preoccupazioni maggiori per la riabilitazione riguardano la protezione della protesi dalla lussazione ed il sovraccarico sull’acromion dovuto alla tensione deltoide, che può aumentare il rischio di fratture da stress.

Nonostante queste precauzioni, vi è stato un sostanziale disaccordo tra gli autori sui tempi di protezione adeguati e sulla progressione della riabilitazione e dell’attività.

Boudreau e colleghi hanno pubblicato le linee guida per la riabilitazione che suddividono il recupero in 4 fasi che enfatizzavano la protezione iniziale delle articolazioni seguita da un caricamento graduale dei tessuti.

Questi autori promuovono l’uso dell’imbragatura per 3-4 settimane dopo l’intervento chirurgico, esercizi isometrici deltoidi e scapolari precoci e un graduale ripristino del passive range of motion nelle prime 6 settimane di recupero. Una volta ripristinato il total range of motion, la mobilizzazione attiva assistita e quindi la progressione del movimento attivo, è raccomandato per fornire un graduale carico del deltoide sull’acromion.

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